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La Bussola


Due o tre cose che so sul nucleare

27/04/2011 - Capisco che può essere rischioso cercare di ragionare sul nucleare in queste settimane di emotività e scontro politico tra l'incidente di Fukushima, il blocco del programma nucleare italiano e il referendum in bilico. Ma penso che un politico non possa rinunciare a ragionare anche nelle circostanze apparentemente più avverse. Corro dunque il rischio ed elenco alcune riflessioni.

1. Nel 2008, quando varammo il programma per rientrare nel programma nucleare, avevamo ben chiaro che non avremmo potuto ridurre l'inquinamento atmosferico, come ci chiede l'Europa, senza una quota significativa di energia nucleare che, lo ricordo, non emette gas serra.

2. Le famiglie e le imprese italiane pagano l'elettricità il 30% in più della media europea (il 60% in più della Francia) e non è possibile ridurre il prezzo dell'elettricità, essenziale per la competitività e l'occupazione del Paese, senza una quota significativa di energia nucleare che sul medio-lungo termine costa meno delle altre fonti.

3. Il ricorso all'efficienza energetica, al risparmio energetico, alle energie rinnovabili è doveroso (tanto è vero che nel mix energetico che avevamo proposto prevedevamo il 25% di elettricità da fonti rinnovabili) ma non sarà sufficiente a garantire all'Italia nei prossimi decenni energia abbondante a prezzi contenuti.

 
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4. L'incidente di Fukushima (a differenza di quello di Chernobyl) non è stato provocato all'interno della centrale, ma è stato causato da eventi catastrofici esterni: non il terremoto, al quale la centrale aveva resistito, ma l'eccezionale onda dello tsunami per resistere alla quale la centrale non era stata progettata: e qui c'è stato l'errore umano di progettazione.

5. Terremoti e tsunami di queste proporzioni non sono assolutamente possibili sul nostro territorio, tanto meno nelle aree che avrebbero potuto ospitare le centrali nucleari.

6. Dal punto di vista sanitario, ogni fonte ha le sue controindicazioni. Le fonti fossili (gas, olio,combustibile, carbone) provocano l'inquinamento da gas serra, che hanno effetti cancerogeni accertati. Le centrali idroelettriche possono provocare disastri immani, come abbiamo purtroppo sperimentato in Italia con il Vajont, che provocò 1700 vittime.

7. L’Europa ha proposto dopo Fukushima di realizzare stress test sulle oltre 140 centrali nucleari in funzione (parecchie a poche centinaia di chilometri dai nostri confini alpini) al fine di migliorare i sistemi e le procedure di sicurezza.

8. Dobbiamo diminuire, sia pure senza strappi e con la dovuta gradualità, gli incentivi alle energie rinnovabili che gravano sulle bollette di tutti noi e ci costano già oggi diversi miliardi l’anno.

Detto tutto ciò, vorrei davvero che il dibattito sul nucleare e più in generale sul futuro energetico del Paese si sviluppasse con un po’ di razionalità in più, senza l’emotività e la furia ideologica che stiamo vivendo in queste settimane.


                                                                                                                         Claudio Scajola