4. L'incidente di Fukushima (a differenza di quello di Chernobyl) non è stato provocato all'interno della centrale, ma è stato causato da eventi catastrofici esterni: non il terremoto, al quale la centrale aveva resistito, ma l'eccezionale onda dello tsunami per resistere alla quale la centrale non era stata progettata: e qui c'è stato l'errore umano di progettazione.
5. Terremoti e tsunami di queste proporzioni non sono assolutamente possibili sul nostro territorio, tanto meno nelle aree che avrebbero potuto ospitare le centrali nucleari.
6. Dal punto di vista sanitario, ogni fonte ha le sue controindicazioni. Le fonti fossili (gas, olio,combustibile, carbone) provocano l'inquinamento da gas serra, che hanno effetti cancerogeni accertati. Le centrali idroelettriche possono provocare disastri immani, come abbiamo purtroppo sperimentato in Italia con il Vajont, che provocò 1700 vittime.
7. L’Europa ha proposto dopo Fukushima di realizzare stress test sulle oltre 140 centrali nucleari in funzione (parecchie a poche centinaia di chilometri dai nostri confini alpini) al fine di migliorare i sistemi e le procedure di sicurezza.
8. Dobbiamo diminuire, sia pure senza strappi e con la dovuta gradualità, gli incentivi alle energie rinnovabili che gravano sulle bollette di tutti noi e ci costano già oggi diversi miliardi l’anno.
Detto tutto ciò, vorrei davvero che il dibattito sul nucleare e più in generale sul futuro energetico del Paese si sviluppasse con un po’ di razionalità in più, senza l’emotività e la furia ideologica che stiamo vivendo in queste settimane.
Claudio Scajola
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