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La Bussola


Liberalizzazioni, equilibrio e determinazione

19/01/2012

Forse una piccola forza politica può farsi influenzare dalla pressione delle lobby. Una grande forza politica, che ha l'ambizione di tornare a guidare il Paese, non può ragionare solo in base ai sondaggi e al timore di perdere consenso al momento ma deve agire con determinazione per traguardare le liberalizzazioni guardando al futuro, anche puntando sulla capacità delle riforme di dispiegare i loro effetti in prospettiva. In un'economia aperta e globalizzata le liberalizzazioni rappresentano un fondamentale elemento di crescita e di efficienza.Tuttavia, il processo di liberalizzazione deve essere completo, stabile, graduale e condiviso, anche dalle categorie economiche più direttamente coinvolte.

Se infatti le liberalizzazioni diventano un totem ideologico e sono sbandierate come 'lenzuolate' essenzialmente mediatiche, o danno l'impressione di voler colpire solo alcune categorie, diventano politicamente impossibili perché i danni che le singole categorie sono in grado di fare alla vita associata sono maggiori dei vantaggi percepiti dalla globalità della popolazione (scioperi dei benzinai, blocchi delle città da parte dei tassisti) e così il processo rischia di arenarsi, come è già accaduto in passato.Bisogna dire subito che l'Italia non è all'anno zero: anzi è più avanti di altri grandi Paesi europei, anche di quelli che a volte ci fanno la morale.

 
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Per esempio, il nostro settore delle telecomunicazioni è ormai completamente liberalizzato, con operatori privati in competizione tra loro. Anche il settore della produzione e distribuzione elettrica è molto più liberalizzato che in Francia, così come il settore ferroviario.

Occorrerebbe riflettere di più sui vantaggi che queste liberalizzazioni hanno o non hanno provocato nella nostra vita economica: per esempio, le tariffe telefoniche fisse e mobili sono tra i prezzi che più sono calati negli anni scorsi grazie alla liberalizzazione, anche se le minori tariffe sono state compensare da un enorme aumento dei consumi di comunicazione, per cui l'effetto finale sulle bollette è poco percepito dai consumatori.

Accanto alle liberalizzazioni sono tanto più necessarie misure di rilancio della crescita, soprattutto riduzioni fiscali per le fasce deboli della popolazione che deve aumentare i consumi, garanzia del credito bancario soprattutto per le piccole e medie imprese e drastiche semplificazioni burocratiche e amministrative per tutte le categorie.Ciò detto, non si può tacere il fatto che è più importante intervenire sulla rete gas anziché sulla liberalizzazione della vendita delle aspirine.

 

                                                                                           Claudio Scajola